18/02/2012 17:23
Notizia letta: 1468 volte
Ragusa - Posso serenamente affermare di non conoscere i pistacchi californiani (a meno di non averne mangiati senza sapere provenissero dallo stato confederato che si affaccia sull’Oceano Pacifico). E sono convinto che siano ottimi.
Ma vederne centinaia di confezioni sul banco di un supermercato di Ragusa, lo confesso, mi ha fatto una certa impressione. D’accordo con la globalizzazione. D’accordo con i mercati liberi dove la libera concorrenza garantisce qualità e convenienza (tutta da verificare, sia la qualità sia la convenienza, com’è andata con la liberalizzazione del prezzo della benzina, che ha portato un litro di super a due euro, pazzesco). Insomma, sono d’accordo con tutti gli slogan e le parole d’ordine del nuovo mondo (non inteso in senso cristoforocolombiano). Ma, permetterete, ci si impressiona non poco a vedere a Ragusa i “pistachios “, anche se “roasted and salted”, che immaginiamo significhi brustoliti e salati. Insomma, i migliori pistacchi del mondo crescono spontanei e floridi a cento chilometri da qui, tutto intorno alla città etnea di Bronte che, proprio per i pistacchi oltre che per Lord Nelson, è giustamente famosa in tutto il mondo. E però, però, la nuova economia porta sugli scaffali di un supermercato ragusano i pistacchi che arrivano dalla lontanissima California (ammesso sempre che non siano prodotti coltivati altrove e poi confezionati per sembrare americani, ma non ne vedremmo il senso e la convenienza).
Non sono un esperto, e non saprei dire se quel cinque euro e coccia a confezione sia oppure no un buon prezzo per i pistachios americani. Ed anche ammesso che fosse un prezzo ottimo, come ottima sarà certamente la qualità di questi frutti secchi importati, ma vi sembra logico? Facciamo campagne e conferenze per tutelare i nostri prodotti tipici, spendiamo vagonate di soldi (in questo nessuno può competere colla Regione Siciliana) per portare imprenditori, amministratori ed esperti di marketing territoriale nelle Bit di Milano e nelle But di Amburgo, riempiamo pagine di giornali con il novello credo “zero chilometri” e poi i pistacchi, ripeto i pistacchi, non le uova di storione o qualche altro prodotto tipico di altre latitudini (che, se lo vuoi, lo paghi e ne godi), lo importiamo dalla California, cioè dall’altra parte del mondo.
Il giorno che dovessi vedere su quei banconi del supermercato del quale sono (ero?) cliente, il caciocavallo peruviano, o le provole vietnamite, o il pomodorino lituano, giuro che mi incateno al cancello del Municipio, magari con un bel cordon (bleu).
Saro Distefano
09/05/2012 - 13:27
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10
23/02/2012 11:23
Aura
Le produzioni locali di legumi o frutta secca sono “piccole” produzioni, se confrontate con la richiesta del mercato. Un commerciante di legumi e frutta secca molto rinomato e serio della provincia, candidamente e trasparentemente mi comunicò di aver rinunciato ad acquistare dai produttori locali per la scarsa affidabilità nelle consegne, nella qualità, nei prezzi, e di commercializzare prodotti esclusivamente provenienti da tutto il mondo, tranne che dall’Italia. Le piccole (e pregiate) produzioni vanno certamente salvaguardate. Ma non si può pensare di trovare le mandorle di Avola dentro ogni biscotto di mandorla o il pistacchio di Bronte dentro ogni gelato al pistacchio.
9
22/02/2012 15:33
UN FAMOSO GELATO AL PISTACCHIO
Un Uomo libero.
prodotto da una conosciuta catena di gelaterie in Spagna impiega la dicitura "pistacho de Bronte". Lo fa per dare valore al proprio prodotto (che per questo è carissimo). Ma sarà originario davvero di Bronte quel pistacchio o non sarà di origine greca o iraniana o turca?
8
21/02/2012 19:29
AL MERCATO DI ACIREALE
Romana
Nel 2004 i pistacchi di Bronte li vendevano a 12 euro al chilo. Piccoli e verdissimi. Tutto ha un prezzo e le cose buone si pagano.
7
21/02/2012 18:53
IL MITO DEL PISTACCHIO
Saint-Just
La dura realtà è che la produzione di "frastuchi" made in Bronte ormai non soddisfa il fabbisogno. Darò un dispiacere agli (illusi) puristi del pistacchio: secondo voi come viene compensata dai coltivatori brontesi la carenza di produzione? Ovvio, brontizzando "frastuchi" di produzione estera. Questa operazione di "riciclaggio" avviene soprattutto in occasione della tanto decantata sagra in cui una consistente percentuale di pistacchio è iraniano (soprattutto, ma non solo). Per cui non mi stupirei del pistacchio californiano sugli scaffali dei supermercati. Mi interrogherei piuttosto sulla reale "brontesità" del pistacchio che ci viene venduto come tale.
6
21/02/2012 16:59
CORREZIONE
SicMan
Mi correggo: i pistacchi venduti al supermercato in spartane confezioni di plastica provengono dall'Iran. A pochi passi, in un elegante espositore, in un'accattivante confezione in vetro, ho trovato i pistacchi di Bronte ! Volete conoscere i prezzi dei due pistacchi "cugini" ? Al prossimo post .... :)
5
20/02/2012 01:00
nei nosrri supermercati è difficile trovare le mandorle nostrane....tutte estere.. a scicli una famiglia di commercianti di mandorle ha tristemene ammesso che neanche le nostre passticcerie le comprano..la farina di mandorle estere costa molto meno... da noi, in una zona di mandorli...
4
19/02/2012 18:39
PISTACCHI DALLA TURCHIA
SicMan
Avevo già notato, in un altro supermercato, che i pistacchi, confezionati da una nota marca nazionale, provenivano dalla Turchia. Evidentemente, conviene farli venire dall'estero piuttosto che dalla stessa regione italiana. Sono le assurde distorsioni del mercato globalizzato.
3
19/02/2012 12:24
FOSSERO SOLO I PISTACCHI!
E le lenticchie, i ceci , il sesamo, le mandorle e.... Basterebbe leggere la provenienza (purtroppo sono poche le "cretine" come me che lo fanno da anni) e boicottare questi prodotti. Ma quanti sono così lungimiranti da comprendere che con i nostri comportamenti danneggiamo o favoriamo l'economia della nostra terra?
2
19/02/2012 11:40
PITTUSTO...NIENTE
500blu
Vivo a Venezia ma sono spesso a Scicli. Quando nei ristoranti della zona mi viene offerta un'acqua minerale certamente ottima ma che proviene dalle stesse falde acquifere che alimentano l'acquedotto di Venezia - e cioè è identica a qualla che sgorga dei rubinetti di casa mia a più di 1000 Km. di distanza.... mi rifiuto! Piuttosto niente!
1
18/02/2012 19:01
IL POMODORINO DI PACHINO
Un Uomo libero.
Nell'esclusivo e famoso ristorante del Palace Hotel, uno degli alberghi storici e forse il più bello della Capitale Spagnola dove soggiornarono Mata Hari e Hemingway, attirò proprio l'altro ieri la mia attenzione un piatto del carissimo menu a base di olio extra vergine di oliva andaluso e "pomodorino di Pachino". ;))))))