Cultura Scicli 29/05/2017 20:11 Notizia letta: 1847 volte

Le mummie della Consolazione di Scicli

Sei corpi mummificati
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Scicli - Furono i lavori di consolidamento della chiesa della Consolazione, voluti dal Dipartimento di Protezione Civile, a far emergere, nel 2008, le mummie naturali sepolte dentro quell'edificio. La notizia destò grande clamore e i lavori furono interrotti per far fronte a questa inattesa scoperta. Quattro studiosi, il paleopatologo Luca Ventura, il dottor Claudio Caruso, l'archeologa Valentina Pensiero, e il professor Gino Fornaciari, hanno redatto negli scorsi mesi uno studio, partendo dalla nascita della chiesa, collocabile tra il XVI secolo e l'inizio del XIX secolo.

Il carattere funerario della chiesa è chiaro dal nome stesso (consolazione per i morti) e testimoniato da diverse scoperte di cripte e reperti umani all'interno dell'edificio. Nel 2008 i lavori di consolidamento hanno consentito di scoprire la presenza di 30 cripte sotto il pavimento della chiesa, contenenti un gran numero di scheletri, undici sepolture singole e sei mummie con bare.

Uno studio dei corpi ha permesso di collocarli tra il XVIII e il XX secolo e di stabilire che appartenevano a tre uomini e tre donne.  Sono in uno stato di conservazione variabile da eccellente a scadente. 

Altri resti umani erano stati scoperti all'inizio del XX secolo e durante la Seconda Guerra Mondiale, sotto la scala frontale dell'edificio. Una mummia chiamata dalla gente di Scicli la "Regina dei Mori" era stata recuperata ed è ancora visibile in una bara. Uno studio paleopatologico del soggetto ha avuto luogo nel 2010, con esame esterno, radiologia digitale e ricostruzioni 3D effettuate presso l'ospedale di Modica dal'equipe del dottor Guido Romeo. La mummia naturale, forse risalente alla seconda metà del XIX secolo, è in ottimo stato di conservazione e quasi completa (il corpo è senza piedi), apparteneva a un soggetto femminile ben nutrito. La donna è morta tra i 45 e i 55 anni. La maggior parte degli organi interni era facilmente riconoscibile. Lo studio paleopatologico ha permesso di attribuire la morte a una tubercolosi primaria. A studiare il caso l'archeologa Valentina Pensiero e il paleopatologo Luca Ventura. 

Redazione
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