Sanità Roma 14/10/2015 16:22 Notizia letta: 5092 volte

Il ministro Lorenzin: L'ospedale Busacca deve chiudere

Renzi chiude
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Roma - I bocciati sono Ribera, Mazzarino, Giarre, Leonforte, Barcellona, Scicli e Salemi.

Ospedali pubblici, cliniche private e piante organiche: è tutto da rifare. Con una nota congiunta il Ministero della Salute e il Ministero dell'Economia hanno bocciato il Piano della rete ospedaliare di Lucia Borsellino, approvato nel gennaio del 2015.

I rilievi adesso rischiano di far saltare in aria il progetto per le cinquemila assunzioni nella Sanità siciliana. 

Il direttore generale della Programmazione sanitaria Renato Botti, che firma il documento con i rilievi, sottolinea il “permanere dell'eccessiva frammentazione dell'offerta ospedaliera siciliana". 

I ministeri “bocciano” anche l'ipotesi di mantenere in vita come veri e propri ospedali (e non come strutture territoriali) le strutture di Ribera, Mazzarino, Giarre, Leonforte, Barcellona, Scicli e Salemi. Una scelta incomprensibile, secondo il governo nazionale, perché l'attività in presìdi di così piccole dimensioni metterebbe “a rischio la sicurezza dei pazienti”. Contestati anche alcuni errori nelle “somme” dei posti letto. Mentre in alcune Asp, l'ultimo Piano prevede posti letto in più rispetto a quelli previsti dalle tabelle originarie. Un caos.

Al quale vanno aggiunte le altre contestazioni. A cominciare da quelle relative alla Rete dell'emergenza territoriale del 118, “in particolare – scrivono i ministeri – riguardo l'assetto dei mezzi di soccorso di base e avanzati per territorio governato dalla Centrale operativa di competenza, il loro numero e la tipologia, attuale e programmata, compreso un aggiornamento sulle prospettive di implementazione delle automediche: quante, quali e dove siano già state attivate”. E ancora, ecco il capitolo Pta, finiti anche al centro di inchieste giudiziarie. Quei centri, ricorda il governo nazionale, “devono contenere unicamente atività di tipo territoriale e non attività di emergenza-urgenza”.

Questi i rilievi. Ma già da adesso ci si interroga sulle conseguenze. Quelle, cioè, che riguarderanno i piccoli ospedali, che il Ministero ha chiaramente destinato alla chiusura, alla ridefinizione dei posti letto, alla determinazione delle strutture interne agli ospedali (aspetto che riguarda, ovviamente, anche la nomina di primari e dirigenti). Ma soprattutto, in bilico adesso sono, chiaramente, gli annunciati nuovi concorsi nella Sanità siciliana.  

Redazione
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